About me - Gianfranco Cappuccini

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Gianfranco Cappuccini - A.F.I. - B.F.I. - B.F.A.
Nato a Torino nel 1956,

ha vissuto nel capoluogo fino al 1975 si è diplomato in disegnatore meccanico nel 1974 e nel 1976 si e trasferito ad Alessandria dove vive e lavora come tecnico Telecom. LA passione fotografica nasce quando gli viene regalata una Yashica FX3, nel 1987 si iscrive al Fotoclub Gamondio di Castellazzo Bormida (AL) dove è tuttora iscritto, evidenziandosi subito per la sua spiccata creatività. Nel 1988 si iscrive alla F.I.A.F. (Federazione Italiana Arti Fotografiche)partecipando a numerosi concorsi nazionali ed internazionali riscuotendo lusinghieri consensi. E culminata nel 2001 con il conferimento dell’onoreficenza A.F.I.*** (Artista della Fotografia Italiana), da parte della F.I.A.F. nel 2010 ad B.F.I. (Benemerito della fotografia Italiana) e nel 2014 a B.F.A.* (Benemerito della fotografia Artistica) da parte della U.I.F.
Sulla base di tali lusinghieri risultati, invece di concentrare il proprio tempo e le proprie risorse esclusivamente in chiave personalistica, Cappuccini ha inteso condividere la sua passione, le sue esperienze tecniche e le sue professionali competenze informatiche con tutta la comunità dei fotoamatori italiani, dando vita, nel 2003, in collaborazione con l’amico Massimo Bernardinello, al sito: www.fotografionline.com. Nelle sue immagini c’è sempre una ricerca di forme e colori che cerca di amalgamare sia nel ritratto che nella figura ambientata, sia nel nudo che nello still-life. La luce, che riesce a dominare a proprio piacimento, esercita un ruolo determinante, tale da creare una fusione esaltante di quanto vuole raffigurare. L’utilizzo della macchina fotografica è come per un pittore l’uso del pennello; riesce a dare all’immagine un qualcosa in più che l’occhio umano non riesce a percepire. Kem Demy – Torino Fotografia 1989

       

“Il Caleidoscopio”
di Roberto Zuccalà


Il caleidoscopio di solito è un semplice tubo di cartone avente all’interno una serie di specchi diversi per forma e colore; pezzetti di vetro colorati per creare la visione d’infinite strutture simmetriche. Il nome dello strumento fa riferimento alla lingua greca e, come è noto, significa: "oggetto che permette di vedere belle forme". Appoggiando un occhio ad un'estremità del tubo, come si farebbe con un cannocchiale e girando poi l'altra estremità, si possono, infatti, vedere delle figure interessanti, grazie ai pezzi di vetro o plastica colorati contenuti all'interno del tubo, forme che, girando il tubo, cambiano continuamente, regalando a chi osserva effetti sempre nuovi, sempre appariscenti. Ecco, facendo un paradosso, l’obiettivo della fotocamera di Gianfranco Cappuccini è paragonabile ad un fantastico caleidoscopio, in altre parole – nelle sue mani - l’obiettivo diviene l’oggetto che permette di catturare belle forme. L’autore piemontese, non insegue un filone esclusivo, non si sofferma su un’unica tematica, non si fossilizza su un’unica vena espressiva, ma spazia a trecentosessanta gradi, manifestando interesse per ogni forma di fotografia. Le immagini realizzate da Cappuccini vestono spesso l’abito della fotografia salonistica, la fotografia cioè concepita e realizzata per gareggiare; in questo caso il messaggio visivo deve essere convincente ed immediato, arrivare cioè all’osservatore in un arco di tempo ridotto, minimo. Di quanto dico ne è prova il largo successo ottenuto da molte sue immagini, successo che ha permesso a Cappuccini di vedere le sue foto pubblicate - anno dopo anno - sui prestigiosi Annuari fiaf che, come è noto, sono la raccolta Top della fotografia italiana.
Le sue immagini presentano una buona capacità di lettura, spesso sfiorano un linguaggio poetico e ricercato; altre volte, invece, rivelano metafore di fatti e assonanze originali o vagamente ironiche del mondo che lo circonda… specialmente se questo mondo è quello etereo del fascino femminile. La fantasia, sì sa, è una facoltà della mente di creare immagini che possono intrecciare visioni reali o irreali, e fantasia ne ha da vendere Cappuccini nel fotografare, anche quando vuole semplicemente raccontarci un viaggio (come nel caso della raccolta su Londra), dove la realtà fotografata si ripresenta all’osservatore con abito nuovo, generato in camera chiara dall’inventiva dell’autore alessandrino. Il viaggio londinese è un susseguirsi di suggestioni, una bussola che punta con decisione il suo ago verso gli aspetti tipici e noti della capitale britannica, ma – ed ecco la novità - incasellati da Cappuccini in cornici che ne evidenziano e sottolineano le caratteristiche più salienti. Non si può parlare di Gianfranco Cappuccini senza scrivere due righe della sua produzione d’immagini sul fascino femminile. Il glamour proposto dal fotografo piemontese è un tema ricco e variegato, che l’autore di Alessandria ha raccolto nel corso degli anni, sempre rinnovandosi, sempre rigenerandosi. Tra le tante tematiche, tra le tantissime foto, la bellezza femminile è sempre stata un punto di forza della sua produzione, un processo di ricerca impegnativo per il fotografo… attraverso le immagini dei corpi nudi femminili Gianfranco ha espresso il concetto che ha della bellezza… ecco l’armonia, ecco l’equilibrio, ecco la vita espressa attraverso un’icona, la donna, sì perché il corpo di una donna è sensualità, è erotismo, è il motore che spinge la grande ruota della vita. Roberto Zuccalà - Roma, Marzo 2008


Il nome di Gianfranco Cappuccini è piuttosto noto nel mondo della fotografia amatoriale italiana, non solo per la sua indubbia sensibilità di artista e le sue riconosciute capacità tecniche , ma anche per il prezioso contributo alla diffusione dell’arte fotografica di cui, da anni, si è reso attivo promotore con un’ instancabile attività e presenza sulla rete.
Nato a Torino nel 1959, ma residente ad Alessandria, ha una concezione di fotografia che abbraccia i più diversificati campi d’indagine tematica: dal paesaggio alla ritrattistica o dal nudo al reportage e si realizza nell’uso disinvolto di innumerevoli soluzioni espressive: dal più classico e rigoroso bianco e nero, al colore, ai viraggi e perfino alla manipolazione diretta su materiale Polaroid, senza disdegnare il ricorso alle più moderne tecnologie digitali di cui si avvale con perizia e sobrietà, senza mai cedere alla tentazione di eclatanti effettismi fine a se stessi.
La qualità della produzione di Cappuccini è testimoniata dalla quantità di prestigiosi premi e riconoscimenti ottenuti durante gli ultimi anni, nell’ambito di svariati concorsi ed eventi fotografici, e culminata nel 2001 con il conferimento dell’onoreficenza A.F.I. (Artista della Fotografia Italiana), da parte della F.I.A.F. Sulla base di tali lusinghieri risultati, invece di concentrare il proprio tempo e le proprie risorse esclusivamente in chiave personalistica, Cappuccini ha inteso condividere la sua passione, le sue esperienze tecniche e le sue professionali competenze informatiche con tutta la comunità dei fotoamatori italiani. Tale iniziativa, è non stata concepita come una semplice esposizione delle immagini dei due fondatori, ma, fin dall’inizio, come una vasta vetrina virtuale aperta a tutti gli amanti della fotografia. Il sito, che è andato via via arricchendosi di innumerevoli contributi di natura informativa, promozionale e tecnica, è impreziosito dalla presenza di numerosissimi ospiti qualificati e, non di rado prestigiosi, ed è oggi uno dei più noti e visitati in ambito nazionale. Andrea Zaccarelli – Venezia, Dicembre 2007


IL PITTORE DELL'IMMAGINE Approfitto del fatto che il Club, a cui ero iscritto molti anni fa, è ora su Internet . Il sito è : www.fotoclubgamondio.it . Sono lieto e felice di riallacciare i rapporti con alcuni dei fotoamatori di un tempo ma, soprattutto , di poter avere un contatto più assiduo con il mio caro amico Gianfranco Cappuccini , in un senso fotoamatore pure lui , ma più esattamente con un vero artista della fotografia .Lui non dipinge con i pennelli ma con gli obiettivi fotografici e i quadri che ne vengono fuori sono opere di una bellezza indescrivibile . Nei suoi ritratti , nei suoi nudi , nei suoi paesaggi c'è la mano sapiente di una persona sensibile con tanto intuito e professionalità da far stupire, non soltanto gli altri grandi della fotografia , ma anche coloro che di quest'arte ne masticano poco o niente .I suoi sono pennelli ( gli obiettivi ) magici che ''giocano'' con le varie sfumature di colori e sfidano le regole della composizione tradizionale con ardite inquadrature che la sua mente fervida elabora con la precisione di un orologio svizzero .Io , che lo conosco da tanti anni ( a volte, mi sembra da una vita ) lo considero il più bravo e intuitivo degli altri fotoamatori che mi onorano della loro amicizia tramite il web ( chiedo loro perdono per questa mia affermazione che può essere opinabile ma, avendo vissuto accanto a questo straordinario personaggio, so quanto vale e come fotografo e come uomo .Mi direte che esagero , ma lo ritengo il maestro di tutti noi .Mi farò anche odiare , ma ho stilato una mia personale classifica : primo Gianfranco Cappuccini , secondi a pari merito Alberto Monte e Francesco Signorino , terzo Antonino Ingrande, inoltre , assegnerei un premio speciale a Francesco Signorino per i suoi stupendi B. & N. Qualcuno , sicuramente , giudicherà i miei giudizi di parte.Qualunque sia la vostra opinione, vi prego di dare un'occhiata al vasto '' campionario '' fotografico di Gianfranco Cappuccini , e si renderà conto della grandezza di questo artista , torinese di nascita e alessandrino di adozione . E , se qualcuno abita nei pressi di Castellazzo Bormida (AL) , vada subito a iscriversi al Foto Club Gamondio : vi troverà gente cordiale e tanta professionalità . Buone foto a tutti . Vito Lombardo Gattinara 2/03 /2014


Gianfranco Cappuccini, il poeta dell'immagine:
La prima volte che vidi Gianfranco Cappuccini fu nella vecchia sede del Cine Fotoclub “Gamondio” di Castellazzo Bormida.
L, impatto fu promettente immaginai come un bravo ragazzo, intelligente,modesto e umile. Ebbi la sensazione che, con il tempo saremmo diventati amici (e mai previsione fu “azzeccata”. Aveva in mano la sua Nikon (ricordo le accese discussioni fra Nikonisti e Canonisti che animavano le belle serate trascorse nella sede di Via Roma, di propietà del nostro amato Presidente Renato Bobbio, purtroppo non più tra di noi.
L'uomo Cappuccini mi colpì per il suo atteggiamento pacato, per il suo modo di partecipare alle discussioni con moderazione, con coerenza e senza quell'arroganza che, spesso, negli esseri umani emerge nelle sue forme più retrive.
La prima volta che vidi proiettate le diapositive di Cappuccini (che nostalgia di quel tempo!!) rimasi sbalordito e con me tutti i Soci presenti.
Le sue foto erano delle opere d'arte e almeno a me, procuravano delle emozioni così forti che non provavo da molto tempo e per certi versi,paragonabili a quelle provate ai tempi del mio primo amore. Alle emozioni si aggiungeva l'ammirazione per quel suo modo di fotografare. Il suo linguaggio fotografico, pur nella sua apparente semplicità, aveva qualcosa di magico, i suoi nudi non avevono nulla di volgare, anzi (come li chiamavo io) erano nudi casti che evocavano certi nudi pittorici dei grandi maestri del passato.
Fu in quel momento che io dissi a me stesso: questo ragazzo diventerà un grande fotografo. Oggi, sicuramente, lo è. Alla mia veneranda età (gli anni sono tanti) si diventa più obbiettivi, si valutano i giudizi con più serenità, gli avvenimenti, a volte intricati, ti insegnano qualcosa in più nonostante l'esperienza acquisita, per cui,con tutta franchezza, posso dare il mio personale parere sul fotografo Gianfranco Cappuccini. Non me ne vogliano i letterari e, altrettanto, non me ne vogliano i critici fotografici (non li ho mai amati) se paragono il lavoro di Cappuccini alle poesie del grande Jacques Prevert.
C'è una storta di simbiosi tra il fotografo e il poeta. Il piacere che tocca l'anima in profondità nel leggere le poesie del poeta francese, è lo stesso piacere che si prova nel guardare le fotografie di Gianfranco Cappuccini, a sua volta, poesia dell'immagine.
Se qualcuno sembra irriverente l'accostamento tra i due personaggi, suggerirei a codesto ipotetico qualcuno di rileggersi le poesie di Prevert (magari: Questo amore) e di guardare su internet le fotografie di questo grande fotografo torinese (ma alessandrino di adozione) che, a buon diritto, si può annoverare tra i migliori fotografi italiani e non solo.
L'uomo Cappuccini non si discute, viste le sue tante qualità e la sua spiccata personalità, il fotografo Cappuccini, a prescindere dalle altrui valutazioni, incanta e stupisce. E' un piacere visivo che senti sulla pelle e nell'anima. Gianfranco Cappuccini non è solo grande ma, addirittura, è SESQUIPEDALE.
GATTINARA 02/12/2009 VITO LOMBARDO


 
 
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